Ankh, l'uomo è la chiave della vita.

 

 

 

 

 

 

L'Ankh è un simbolo universale molto antico che abbraccia civiltà molto evolute. Dopo l'affondamento di Atlantide, gruppi di persone si sono spostate in tutto il mondo per diffondere le stesse conoscenze, a partire dall'Egitto.  

La chiave dell'Ankh nelle varie versioni: Egitto - Atlantide - Lemuria

Lo stesso simbolo si trova anche in Sudamerica e in altre aree del pianeta. Si trovano varie varianti quindi in tutto il mondo, sempre riferite alla stessa simbologia antica.

 Una piramide allineata con un tempio a forma di Ankh, Calixtlahuaca, Messico.

ANKH - IL SIMBOLO - UOMO UMANO E SPIRITUALE

Osservando l'Ankh la prima cosa che notiamo è la parte superiore che ha qualcosa di diverso rispetto a quella inferiore. La parte superiore, il prolungamento che si vede a partire dal centro, è il cerchio. Il cerchio rappresenta lo spirito, la centralità dell'essere, il prolungamento che dal centro del cuore conduce alla via spirituale. Le braccia dell'Ankh sono le braccia del corpo umano. Le gambe sono unite, come nella versione egizia o unite e distinte o leggermente divaricate come nelle versioni atlantidee e lemuriane, ad indicare il percorso dell'uomo verso la sua ascensione.

La parte superiore, il cerchio, rappresenta l'unità dell'essere, mentre la parte inferiore indica la dualità della materia. Le due gambe e le due braccia definiscono la dualità, mentre il cerchio non ha né inizio né fine: è la rappresentazione dello spirito, dell'unità. 

Se noi solleviamo le braccia, unendole sopra la nostra testa e unendo le nostre gambe, la dualità sparisce e diventiamo un unico canale della luce (perfetta unità della luce con il corpo dell'uomo).

L'Ankh è un simbolo universale che racchiude la nostra duplice natura umana e spirituale, terrena e divina. Noi abbiamo un corpo fisico, ma siamo esseri di luce, incarnati su questo piano fisico.

Dall'incontro delle polarità nasce l'unità, l'intero. La manifestazione su questo piano è duale, quindi anche l'ombra è un'altra forma della luce, proviene sempre dall'Uno.  

Il divino è rappresentato dal cerchio, dalla sfera che rappresenta l'unità. Nella sfera ogni punto è equidistante dal centro e rappresenta l'Uno, l'intero. 

Umano e spirituale sono dimensioni unite dall'esperienza terrena, in cui apprezziamo l'essere umano e l'essere spirituale, riconoscendo la nostra duplice natura, terrena e spirituale. Siamo nati sulla Terra, ma siamo figli della Luce, siamo essenze spirituali.

L'Ankh è una stilizzazione del corpo umano. Anzichè raffigurare una testa piccola, proporzionata al corpo, c'è un cerchio molto più ampio, ovvero la mente che si espande divenendo la coscienza di sé. Durante questo processo, avviene la convergenza nello spirito, nella dimensione spirituale. 

Il punto di convergenza che consente l'elevazione è il cuore. Ci sono alcune versioni dell'Ankh con al centro lo smeraldo verde a testimoniare che l'apertura del cuore, la connessione al cuore consente l'elevazione spirituale, il passaggio dalla parte inferiore terrena alla parte superiore divina.

Perché il cuore è il punto di integrazione centrale, il punto di convergenza?

Nel cuore avviene l'integrazione delle dimensioni terrena e spirituale. Noi integriamo al centro del nostro cuore gli aspetti duali di questo livello, nell'espansione dell'amore dal centro, ci apriamo ad ascendere, a salire verso la parte spirituale. Dall'apertura del cuore dipende il nostro avanzamento, quanto riusciamo ad integrare interiormente. Il cuore unifica, unisce, ricongiunge.

Lo Spirito è rappresentato da tutta la parte superiore, il cerchio; mentre la parte inferiore, delimitata dalla linea orizzontale è legata alla Materia. Il percorso verticale, l'asse verticale è il percorso di ascensione verso l'alto. D'altro canto se dovessimo guardare l'Ankh dall'alto verso il basso può essere anche la discesa dello spirito nella materia. Il significato è fondamentalmente l'ascensione dell'uomo, attraverso l'accrescimento della propria consapevolezza, parallelamente portare lo spirito nella materia, tendendo nel percorso come allineamento interiore allo spirito. 

Seguendo l'asse verticale verso l'alto abbiamo l'etere, andando verso il basso abbiamo la materia. Procedendo verso l'alto abbiamo l'eterizzazione, la spiritualizzazione, mentre andando verso il basso la materializzazione. Sono dei processi opposti. Nel simbolo dell'Ankh, al centro avviene l'integrazione delle polarità e della dimensione umana e spirituale.

L'Ankh è un simbolo universale di unità della materia e dello spirito. L'uomo ha una duplice natura: umana e spirituale. Il suo percorso è un percorso di ascensione verso l'alto. Il punto di convergenza dei due assi è il cuore. Dall'apertura del cuore dipende l'elevazione dell'essere umano. 

Se prendiamo l'Ankh, osserviamo che ogni emettitore di luce che sia il sole o la luna può essere iscritto all'interno del cerchio. L'Ankh viene posizionato di fronte al sole e o di fronte alla luna (scegliendo per ciascuna luce la superficie frontale o quella opposta). Soltanto la natura di questa luce cambia: luce fredda nel caso della luna, luce calda nel caso del sole. La luna agisce al livello dell'incoscio: la luce argentea porta rivelazione nel buio, è una luce che brilla. Il sole agisce al livello conscio: la luce dorata porta illuminazione, è una luce che irradia. Sono due processi diversi di espansione della coscienza e muovono energie diverse, incoscie e conscie, sempre verso un unico fine, un'unica meta: la crescita e l'espansione della luce in ogni sua forma. 

Ogni volta che posizioniamo l'Ankh di fronte al sole o di fronte alla luna incanaliamo la luce solare o lunare all'interno del cerchio che rappresenta lo spirito. La luce arriva a noi attraverso il cerchio, lo spirito.

Come mai nelle raffigurazioni degli egiziani raffigurano l'Ankh vicino alla bocca, al naso? 

Attraverso il cerchio, lo spirito della vita, lo spirito della luce fluisce. Per portare lo spirito nella materia, su questo piano, l'Ankh viene avvicinato alla bocca, affinché possa essere creata armonia con parole di luce, dal momento che con le parole creiamo. Il senso è infondere lo spirito della vita, la luce nell'essere umano per un'elevazione della propria coscienza e per portare armonia ed equilibrio anche all'esterno. Si tratta di un gesto per richiamare lo spirito della luce attraverso il cerchio.

La luce dell'anima cresce, dapprima richiamando la luce dall'esterno. Successivamente l'anima, liberandosi nel processo di risveglio, accresce la sua luce, attraverso l'apertura del cuore.

L'Ankh che ha in mano Thoth è verde smeraldo, perché?

L'Ankh verde richiama il chakra del cuore, a ricordarci che per l'elevazione è necessaria l'apertura del cuore. L'integrazione delle polarità avviene nel cuore, tramite l'apertura del cuore avviene l'accesso ai livelli spirituali di unità interiore. L'unità, come nel cerchio che rappresenta lo spirito, la stessa condizione avviene nel nostro cuore, una condizione di perfetta unità, di unione di tutto ciò che può sembrare separato, diviso, invece è un intero perfetto.

 SOSTITUZIONE DEL SIMBOLO SACRO DELL'ANKH

L'Ankh rappresenta l'unità della materia e dello spirito, richiamando l'essere umano nel suo percorso verso l'ascensione - uomo terreno e uomo dio. Essendo un simbolo di richiamo molto potente, nel tempo è stato sostituito gradualmente con altri simboli per portare l'uomo ad accettare dei dogmi, direzionandone il pensiero e veicolandone le energie.

Dal momento che l'Ankh in Egitto era ovunque, visto che era la culla del risveglio dell'umanità, non si poteva cancellare questo simbolo. Uno degli iniziati, Gesù, portò la consapevolezza tra gli uomini, il messaggio di amore universale. Nell'ordine interno di ogni risvegliato, non c'è resistenza o basse vibrazioni che sono messe in campo, infatti Gesù non oppose resistenza, rispetto al trattamento riservatogli. Un risvegliato segue infatti soltanto la sua connessione interiore, la connessione a Dio, alla Fonte unica e infinita, al di là della vita terrena o di ciò che possono fare o pensare gli altri. Per iniziare a cancellare tutti questi insegnamenti precedenti, Gesù è diventato il capro espiatorio, avendo lui molto riscontro tra la popolazione. La sua crocefissione ha stabilito il nuovo simbolo che poi è diventato il simbolo della religione cristiana: la croce.

Il primo simbolo della croce cristiana copta è l'Ankh con una croce nel cerchio, con l'intento di cancellare la dimensione spirituale. Infatti la croce rappresenta soltanto la dualità della materia, in particolare la sofferenza dell'uomo. E' stata creata un'egreggora negativa, legata alla sofferenza come condizione necessaria di ascensione. Questa credenza, che nasce dall'accettazione di un dogma, si è insinuata nei millenni nell'inconscio collettivo: scontare i peccati per ascendere.

La religione diventa uno strumento di controllo delle masse, dal momento che l'essere umano accetta la religione esattamente come viene imposta, incidendo nel risveglio della propria coscienza. Se nel pensiero umano di evoluzione c'è la sofferenza, c'è la croce, la creazione delle proprie esperienze terrene sarà coerente a questa vibrazione. La mistificazione consiste nella distorsione del messaggio di amore universale di Gesù, collegando il suo messaggio ad una vita terrena di sofferenza per ascendere alla vita eterna dopo la morte. L'utilizzo della croce influenza le vite attraverso l'inconscio che genera situazioni difficoltose nella propria vita, fondate su questa convinzione interiore.

Ogni risvegliato è consapevole che l'armonia è dentro di sé e che la realtà è creata interiormente. La vita, come uno specchio, mostra il risultato della propria creazione. Per trasformare la propria esperienza si lavora interiormente, trasformando e tendendo ad uno stato di armonia e di equilibrio che genera esteriormente situazioni di armonia e di equilibrio. 

Con l'intento di portare chiarezza rimandiamo inoltre alla lettura dei Vangeli Apocrifi, per la comprensione del vero messaggio di Gesù. A conferma, questi vangeli non sono stati riconosciuti dalla chiesa.

 

 

Abu Simbel, Nubia, Egitto, la chiave di Ankh

 

ANKH - L'ARCHETIPO - LA CHIAVE DELLA VITA

L'Ankh come simbolo è la rappresentazione stilizzata dell'uomo terreno e spirituale, mentre l'archetipo riconduce alla forza vitale in movimento. Unendo la parte inferiore, terrena/materiale, con la parte superiore, spirituale/divina, si ottiene una chiave. In questo caso la chiave ha la funzione aprire. L'Ankh rappresenta la chiave di accesso al proprio Sé interiore.  

Il termine Ankh significa sia chiave che specchio. Scopriamo insieme le connessioni a questo termine. Lo specchio riflette un'immagine, riflette ciò che noi siamo. 

Ankh vuol dire anche "specchio", la corrispondenza linguistica riflette la similitudine seguente: la chiave apre sulla base di ciò che noi Siamo, sulla base della nostra vibrazione, in particolare dell'apertura del cuore. L'uomo è la chiave di accesso alle dimensioni umana e spirituale. La chiave dell'Ankh è la chiave di accesso ai mondi interiori ed esteriori e risponde sempre alla propria vibrazione interiore. Per accedere ai mondi invisibili si può riattivare interiormente l'Ankh come archetipo della chiave che rappresenta. Per questo attivare l'Ankh è un vero e proprio processo iniziatico. Il fatto di sentirla interiormente, di portarla e di riconnettersi ad essa, ci riconduce al nostro senso di esistenza che è quello di ascendere.

Prolungando l'asse verticale, il cerchio abbraccia la luce del Sole o della Luna o la Grande Luce al centro del Cosmo, mentre prolungando verso il basso si giunge al cuore della Madre Terra. Il nostro cuore, come rappresentato nell'Ankh, è centro di questa connessione, ed è unito ai cuori della Madre Terra, del Sole, della Luna, del Cosmo come un unico battito, un unico respiro, tornando all'Unità con il Tutto. Esiste una connessione verticale, un'unione dei cuori, che unifica la dimensione terrena e quella spirituale. Esiste una connessione orizzontale, in cui le braccia sono le estensioni del cuore nell'abbraccio di amore universale che abbraccia e unifica le dimensioni terrena e spirituale.

Approfondiamo ora l'archetipo della chiave, leggendo dalle tavole smeraldine:

Cerca la chiave per lo spazio-tempo, e tu aprirai il cancello. Sappi che nello spazio-tempo sicuramente esiste la consapevolezza. Benché sia nascosta alla nostra coscienza, essa esisterà ancora e per sempre. La chiave per i mondi all’interno di te la puoi trovare solo all’interno. Perché è l’uomo l’ingresso al mistero e il tramite per essere Uno con l’Uno. Cercati all’interno del cerchio. Usa la PAROLA che Io ti darò. Apri il passaggio al tuo interno e, sicuramente, anche tu, vivrai. Uomo, tu credi di aver vissuto, ma sappi che la vita è all’interno della morte. Perché, sicuramente, se tu sei schiavo del tuo corpo, per te non vi è vita. Solamente l’Anima è libera nello spazio, ha una vita che è veramente vita. Tutto il resto è solo schiavitù, una catena dalla quale liberarsi. Non credere che l’uomo sia nato dalla terra, sebbene, provenendo dalla terra, lo potrebbe essere. L’uomo è uno spirito nato nella luce. Ma, senza la conoscenza, non potrà mai essere libero. L’oscurità circonda il nato dalla Luce. L’oscurità cattura l’Anima.

Tavola IX di Thoth – La Chiave per essere liberi nello spazio

L'uomo è la chiave che apre i mondi interiori. L'uomo è il simbolo, la chiave è l'archetipo che ha la funzione di aprire i mondi interiori, i regni dell'anima. 

Sigillata nel tuo cuore è la luminosità eterna che aspetta il momento di conquistare la libertà, aspettando di lacerare il velo della notte.

Tavola IV di Thoth – La Nascita dello Spazio

L'apertura del cuore, la luminosità del cuore cristallo, definisce la lucentezza dell'anima. Il cuore è la cerniera, il punto di intersezione, la connessione dei cuori che ci unisce alla vita stessa, al respiro, ad un unico battito che unisce la vita in essere. 

L'uomo è la chiave che apre i mondi interiori sulla base della propria vibrazione interiore, l'apertura del cuore (ankh come specchio, riflette la propria stessa immagine, risponde a se stessi).

ANKH, LA CHIAVE DELLA VITA

Noi siamo anime incarnate in un corpo fisico. La vita che noi conduciamo è filtrata dalla nostra percezione, la quale è influenzata dai cinque sensi, dalle memorie individuali e collettive, dal contesto e dalle condizioni in cui viviamo. Oggettivamente, quindi, l'anima, su questo piano, un ologramma di terza dimensione, non è libera. 

La chiave della vita, vita eterna per uscire qui e ora dal ciclo (non posticipando dopo la morte):

POLARITA'   |Vita - Morte| |Morte - Rinascita|  VITA ETERNA

Se l'anima non ha superato le prove di questo livello terreno che corrispondono a tutti gli aspetti da trasformare delle esperienze relative ad ogni chakra, ritorna su questo piano con una nuova incarnazione. La chiave della vita, vita eterna, significa uscire dal ciclo di incarnazioni. L'unica strada è l'apertura interiore, andare oltre i veli, trasformando al centro del cuore, integrando gli aspetti duali in sé stessi. 

La conoscenza è una propria responsabilità. Sta quindi a ciascuno cercare la verità ed elevarsi. Noi veniamo sottoposti constantemente a delle prove. Il nostro compito è trovare la luce anche negli aspetti di ombra, che provengono dall'Uno. L'ombra è un'altra forma della luce. 

L'archetipo della vita è la coscienza consapevole dell'uomo.

L'uomo è la chiave della vita, della vita eterna, nel momento in cui diventa consapevole di Sé e trascende la dualità di questo livello.

Lo spirito è la dimensione che racchiude ogni altra dimensione. Lo spirito discende nella materia dando vita. L'uomo è uno spirito nato nella Luce.